“La Bellezza Salverà il Mondo”

la Scienza incontra l’Arte

 

Il “Centro Studi Psyché” incontra Marianeve Leveque

L’Artista della Fiaba

Maria Consiglia Santillo

Il primo elemento che si evidenzia quando si osservano le immagini contenute nell’opera dell’Artista è la forte componente di tipo ‘Affettivo-Emotiva’ che si rivela l’elemento centrale della sua Realtà Psichica, elemento che ha consentito di integrare in una forma ‘Non Inquinata’ il suo ‘Mondo Infantile’ all’interno di tale realtà.

La tecnica utilizzata dall’artista è prevalentemente ‘acrilico su tela’ e ‘acquerello su carta’, ma non disdegna tecniche miste, ove anche il collage – sapientemente usato – riesce a rendere il tutto omogeneo.

Estremamente puntigliosa, nella sua ferma volontà di non lasciare nulla (o quasi) al caso, riesce comunque a esser estremamente svincolata da ogni forma di pedissequo e scolastico accademismo, per suo intimo convincimento etico e professionale nei confronti del fruitore, verso cui nutre il più grande rispetto, non solo nella elaborazione delle immagini d’arte prodotte nelle arti figurative, ma anche nella <disciplina> del teatro.

Quel tipo di teatro, che è il primo diretto ascendente il suo modo di concepire e trattare, nelle sue varie modalità’ ogni cosa che le sue mani e il suo pensiero <manipolano>: un teatro che si fa per strada, il cosiddetto Teatro di Strada (di ascendenza francese) tra sputafuochi, equilibristi, clowns…;) e che tale resta, anche quando viene attuato in luoghi conclusi, ove a mo’ di circo (e Fellini senz’altro ispira), essa stessa è personaggio, con altri attori e personaggi, circensi, e non solo, ma anche commedia dell’arte: un personaggio funambolico essa stessa, che in modo autobiograficamente pittorico e scultoreo, riporta ovunque, e quindi a maggior ragione nella rappresentazione delicata, ma anche incisiva e forte, di tutto quanto in un mondo onirico e surreale, daliano e chagalliano, si può trovare: una eterna bambina, che si rende partecipe di un mondo da Petit Prince, che si può immaginare mentre si infila in una valigia, <snodata clowna>, rinchiusa e portata via da un sognante lunare Pierrot. ….. Chagall, Musante, Magritte, le illustrazioni per bambini, Fellini, Luzzati, Escher… sono alcuni fra i personaggi dell’arte che l’Artista apprezza ed ama. ” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

Le immagini rappresentate nelle opere dell’artista sono, infatti, fortemente evocative di un mondo fiabesco che crea una forte risonanza con contenuti e vissuti infantili, spesso sepolti (ma mai defunti!), di chi le osserva. Qual’è la fondamentale funzione della fiaba nell’universo infantile? Il bambino, per risolvere e superare i conflitti che, inevitabilmente, il processo evolutivo presenta, dopo aver compreso ed integrato ciò che avviene nella dimensione cosciente, deve affrontare il mondo inconscio, luogo dove risiedono i nostri istinti, le nostre pulsioni, le nostre paure ma, al contempo, anche i nostri potenziali. Tale ricchezza va assolutamente integrata nella dimensione cosciente: quando, infatti, attraverso la repressione si nega a tali contenuti l’accesso alla coscienza, si possono avere due esiti: o lo Spazio Psichico Conscio viene sopraffatto dai Derivati di questi contenuti, o il controllo che deve essere esercitato su di essi porta ad un enorme dispendio energetico che si tradurrà in un effetto paralizzante sulla personalità. Quando, invece, tale materiale viene elaborato ed integrato nella dimensione conscia della personalità, ciò si traduce in una forte riduzione della sua dannosità e in una liberazione delle energie ad esso legate che potranno essere dirette verso scopi positivi andando, quindi, a nutrire i nostri potenziali.

Come può il bambino accedere a questi contenuti? Sicuramente non attraverso un processo razionale che porti alla comprensione, sul piano cognitivo, di questo materiale, ma attraverso i sogni ad occhi aperti. I contenuti inconsci vengono, quindi, elaborati attraverso le fantasie indotte da specifici elementi narrativi. L’inestimabile valore delle fiabe risiede nel fatto che offrono al bambino una dimensione in cui, servendosi di elementi immaginari consci da esse indotti, possono agganciare, attraverso un processo elaborativo, contenuti inconsci integrandoli nel campo della coscienza. La prerogativa delle fiabe è quella di presentare un dilemma esistenziale in modo chiaro e conciso suggerendo al bambino, in forma simbolica, la modalità per affrontare i problemi che tale dilemma implica (invecchiamento, malattia, morte, lotta tra bene e male, ecc.) arrivando incolume alla maturità. A tal fine favorisce l’instaurarsi di un processo di identificazione con la figura dell’Eroe. “Il piacere che proviamo quando ci lasciamo coinvolgere da una fiaba, l’incanto che avvertiamo, proviene non dal significato psicologico di una storia (benché anch’esso abbia il suo peso) ma dalle sue qualità letterarie: dalla fiaba come opera d’arte. La fiaba non potrebbe esercitare il suo impatto psicologico sul bambino se non fosse in primo luogo e soprattutto un’opera d’arte. ….. Come avviene con tutta la grande arte, il significato più profondo della fiaba è diverso per ciascuna persona, e diverso per la stessa persona in momenti differenti della sua vita. Il bambino trae un significato diverso dalla stessa fiaba a seconda dei suoi interessi e bisogni del momento. Quando gliene viene data l’occasione egli ritorna alla stessa storia quando è pronto a elaborare vecchi significati, o a sostituirli con significati nuovi” (B. Bettelheim, 1977).

L’Investimento Psichico dell’Artista è orientato alla ricerca di un Equilibrio tra il ‘Processo di Liberazione’ ed il ‘Processo di Manifestazione’, realizzando una ‘Possibilità di Incontro’ tra il ‘Principio della Trascendenza’ e il ‘Principio dell’Immanenza’. Il Luogo in cui si realizza tale Incontro e la ‘Dimensione Orizzontale’, che regola il rapporto tra ‘Mondo Interno’ e ‘Mondo Esterno’, tra la ‘Forza Centripeta’ e la ‘Forza Centrifuga’. Ci immergiamo, infatti, nel Mondo della ‘Seconda Cupola’, che costituisce l’area ‘Affettivo-Emotiva’ e gestisce, pertanto, la ‘Dimensione Relazionale’. Quando si parla di Seconda Cupola ci si riferisce alla Cupola Immaginaria che si colloca sull’apice dei polmoni e definisce l’area che si situa tra l’apice dei polmoni e il diaframma.

L’organo prioritario che domina quest’area è il Cuore il quale ha una valenza ‘fisiologica’, relativa alla veicolazione del sangue, ed una caratteristica ‘elettrica’: è una sorta di generatore che crea un’attività elettrica che giunge in ogni parte del corpo. L’attività cardiaca si risente elettricamente in ogni cellula e questa caratteristica fa del Cuore un ‘trasmettitore universale’. Il Cuore è anche un ‘ricevitore di emozioni’: ogni emozione, infatti, ne altera il ritmo incidendo anche sul ritmo dell’altro organo che si colloca in questa zona: i Polmoni. Siamo infatti nell’area ‘Affettivo-Emotiva’.

Al centro di tale mondo troviamo ‘Anahata Chakra’, il ‘Chakra del Cuore’, che nutre la nostra capacità di accogliere l’Altro nella ‘Sua Realtà’ senza Aspettative o Distorsioni. L’Elemento Archetipico è l’ARIA, elemento che domina l’opera dell’artista, il Principio Universale è quello dell’EQUILIBRIO, equilibrio che nasce dalla compenetrazione a livello del Cuore tra il Movimento Discendente della Coscienza nella Materia/Energia (Corrente dell’Immanenza) e il Movimento Ascendente della Materia/Energia verso la Coscienza (Corrente della Trascendenza) il cui scopo finale è integrare Spirito e Materia, Mente e Corpo, Animus e Anima (cercando l’integrazione tra il nostri aspetti Maschili e Femminili attraverso i loro Archetipi), Eros e Thanatos (dando la giusta collocazione tanto alla forza che Unisce ed Edifica, quanto a quella che Separa e Distrugge), Attaccamento e Libertà (che costituiscono le modalità secondo cui sperimentiamo le Forze Universali nel loro Trattenere e Lasciare Andare), Lavoro e Gioco, Dare e Ricevere, Socializzare e Isolarsi.

Avendo come orientamento la ‘Autoaccettazione’ e la ‘Accettazione degli Altri’, Anahata Chakra ha come scopo oltre, all’Equilibrio, anche l’Amore: ‘Amore per Sé Stessi’ e ‘Amore per gli Altri’ che richiede come presupposto il raggiungimento dell’Equilibrio che implica la rinuncia al Regno dell’Ego.

In Anahata troviamo VISHNU GRANTHI, il secondo Nodo Psichico che rappresenta l’attaccamento alla sfera Affettivo/Emotiva. Ciò potrebbe tradursi a volte nella difficoltà a ‘lasciare andare’, a ‘perdere l’oggetto d’amore’.

Non si può capire la pittura dell’artista, (da cavalletto e da palcoscenico, anche quale scenografa) la sua scultura, il suo disegno, nel contesto dell’arte figurativa, se non si risale fin dalla sua infanzia all’amore, che vedeva accomunati i primi segni grafici ai primi gesti di quella che sarebbe poi, lei, ostinatamente voluto divenire: attrice, regista, nonché scrittrice, e poetessa. Tutto in Marianeve è espressione di una forte tensione, non solo eticamente intellettuale, ma anche esteticamente percettrice, con retinico occhio, di quanto dietro ai suoi fenomeni osservati è. Più che la fuga da una certa nostra umana e decadente realtà, che non si può, a sua volta, definire tanto vera, è il suo un eterno e continuo partire per una realtà altra, aliena quest’ultima rispetto a quella (che dietro vuol lasciarsi), realtà alienata” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

cuoreCosì, ecco, Marianeve denunciare la sua estrema sofferenza, partecipe com’è anche in senso panico della Natura, e paganamente fantastico, di quanto faunisticamente e zoo-antropomorficamente si muove, con quel povero cuore che pare il mondo intero; il mondo nostro, visto appunto come un cuore strozzato (“Cuore Strozzato”; Acrilico su Tela), qui stritolato dalla incuria e disaffezione umana…” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

Questo cuore è straziato perché non esprime la compenetrazione tra il principio della Immanenza e quello della Trascendenza, ma piuttosto è sospeso, come il Mondo all’interno della sua Galassia, tra la Forza di Gravità che trascina verso il basso e la Corda che lo tira verso l’alto evidenziando la presenza di una ‘contrapposizione di forze’.

 around…quello stesso mondo che altrove echeggia movimento briosamente liberatorio di quel clown sul velocipede (“Round”; Acquerello) a mo’ d’un ‘petit prince, encore” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

In questo caso ciò che emerge è la dimensione ludica che l’artista proietta sul mondo, dimensione che esprime l’emersione di contenuti infantili che invadono l’intero spazio psichico.

corrispondenzeE quella sorta di evento, fatto di luttuosa corrispondenza (“Corrispondenze”; Pastelli a Olio) di un essere, una donna, con un albero, foscoliana corresponsione di amorosi sensi fra chi ancora è vivo e ciò che di continuo muore (?), desideri consci – e inconsci – di perpetuar (volerlo!) la propria vita …” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

In questa opera emerge l’incontro, l’equilibrio tra la vita, Eros, la tendenza all’aggregazione, all’unione e la morte, Thanatos, la tendenza alla disgregazione, alla separazione. E’ proprio la separazione, che evoca la “perdita dell’oggetto d’amore”, che sfocia nel dolore, da cui originano le lacrime che lentamente scivolano sul volto della donna.

Madonna vestita di cielo…come ribadito altrove in un movimento di dilatante frammentazione, ove una donna (Marianeve!?) sente di doversi, di volersi, (di potersi?) fare cielo, Madonna vestito di Cielo (“Madonna Vestita di Cielo”; Acrilico su Tela), in intimo colloquio con esso, in una ricerca di dialogo con il cielo esterno a sé, che riflette il dialogo con un cielo interno! Frammentarsi, sublimarsi, passando da uno stato solido a uno stato aereo nel desiderio (sempre e del tutto inconscio?) di un ritorno alle origini della vita, nella fusione con la Natura panica, nella effusione di sé, corpo ed anima, sopra la terra dea madre, alma mater, e sopra il cielo, dio padre, <almo pater>” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

Ciò esprime un ritorno all’equilibrio, ritrovato nella dimensione del Cuore, attraverso una funzione invertita tra il Principio maschile (Cielo) che contiene quello femminile.

AbbraccioInfine, un essenziale Abbraccio (“Abbraccio”; Matite e Acquerello) a forma di cuore, che riunisce in sé tutti gli altri stadi, e stazioni, come arrivo finale di un percorso …” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

Sono gli opposti che si incontrano compenetrandosi in un abbraccio che non può non assumere la forma del cuore, luogo elettivo di tutti gli incontri: quando abbracciamo qualcuno esprimiamo la nostra dimensione ‘Orizzontale’ lasciandolo entrare nell’area della Seconda Cupola, lo spazio Affettivo-Emotivo.

Uomo sul filo …fatto allegramente come l’uomo sul filo (“Uomo sul Filo”; Arilico su Tela) (ma del rasoio) fil rouge, in un mondo circense sospeso…” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

In tale immagine si ritrovano tutti gli elementi: l’aria, l’equilibrio inteso come ricerca della stabilità, l’elemento gioioso e stupefatto che caratterizzano il mondo dell’infanzia.

Clown con palla…ove altro clown (“Clown con Palla”; Matite e Collage) estatico resta di fronte a una palla, lì scordata da qualche foca, tra una terra obliata e assente e un cielo rassicurante, come quadrata volta domesticamente terrigena, iniziato con un cuor color cremisi, afflitto da asfissia: un cammino, il percorso di una propria esistenza che vuol giocare con la vita, che di continuo l’accoglie al centro di un nulla superiore e un nulla inferiore, sopra una retta leggermente flessa e vibrante al proprio passaggio …” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH).

Si evidenzia la malinconia di un incontro che non si è trasformato in un abbraccio, preludio della compenetrazione, ma ha ‘mantenuto una distanza’ evidenziata dalle ombre che si proiettano in due direzioni opposte nonostante l’intenzione e la tensione verso l’incontro.

Fonte della Vita…che va al di là dei confini di un segmento, con direzione la Fonte della Vita (“Fonte della Vita”; Acquerello), all’interno e fuori di tal convenzione riguardante una retta che pur non avendo un inizio e una fine, si può rappresentare come un circolare 8 ove l’alfa ….. e l’omega insieme ….. due serpenti si mordon, sdrammatizzando ogni che di teogonico, la coda a vicenda allegramente” (Fiore Leveque, alias KRISOKIRI FILEJAH) .

E’ la visione circolare della Vita, che prende forma nell’acqua, in cui l’origine rappresenta il punto da cui si parte ma anche verso cui si tende in una prospettiva evolutiva che realizza il “Divieni Ciò Che Sei”.

Categories: Psicologia e Arte


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