Coscienza Cristica

di Maria Consiglia Santillo

Il Cristo storico è indicato da Jung come un esempio di persona che ha portato a compimento il Processo di Individuazione realizzando il “divieni ciò che sei”. Ma cosa era Lui veramente? Per rispondere procediamo ad una lettura “Simbolica” del significato di alcuni eventi cruciali della Sua vita.

In primo luogo era “Coscienza” che, incarnandosi nella “Materia/Energia”, ha preso corpo nella dimensione ordinaria. La sua storia ci parla del Sé che, incarnandosi in un Io individuale, deve compiere un percorso per realizzare il Destino che si è scelto.

Tale percorso comincia con l’annunciazione della comparsa dello Spirito Santo e finisce con l’annunciazione della ricomparsa dello Spirito Santo: ciò ci indica che si tratta di un percorso di tipo “Circolare”.

Considerando che parliamo di comparsa dello Spirito Santo, quindi del Principio Femminile della Trinità, ci riferiamo alla realizzazione della metafora del ritorno alla “Casa della Madre” che gestisce il Regno della Materia /Energia, della Forma, il Regno Esplicito dove si attua la Corrente della Manifestazione che si fonda sul Principio dell’Immanenza. Tale metafora è complementare a quella del ritorno alla “Casa del Padre” che gestisce il Regno della Coscienza, dell’Informazione, il Regno Implicito verso cui tende la Corrente della Liberazione che si fonda sul Principio della Trascendenza.

Cominciamo con l’Annunciazione. Cosa ci rivela in effetti questo evento? Che la Coscienza Cristica esiste già come “informazione” prima del momento del concepimento ma appartiene ancora al Regno Implicito, dimora ancora nella “Casa del Padre”. Il sì di Maria rappresenta la disponibilità del Regno Esplicito ad accogliere e dare Forma all’Informazione consentendogli l’accesso alla “Casa della Madre” dove dovrà attuare il suo Processo di Individuazione per realizzare il proprio Destino. Ma il suo Destino è già scritto nell’informazione che originariamente era. Sappiamo, infatti, che nel nome di una persona è scritto il suo destino, il suo “progetto senso”: l’angelo dice “gli darai il nome Gesù”. L’annunciazione ci rivela che il Destino, il Progetto Senso, appartiene al Regno del Padre: la Bioanalogia, infatti, afferma che i progetti di un individuo, nonché il suo progetto senso, sono programmati nei nove mesi che precedono il concepimento e che la figura programmante è prevalentemente quella paterna. Il si di Maria da il via al processo attraverso il quale la Coscienza Cristica, in qualità di Informazione, grazie all’intervento dello Spirito  Santo (il Principio Femminile della Trinità costituito dalla Materia/Energia) si incarna nel Regno Esplicito, la “Casa della Madre” che dà Forma all’Informazione trasformandolo in uno specifico Campo Informato che prenderà Corpo dando vita al Cristo storico: Gesù di Nazareth.

L’evento della Natività costituisce il momento in cui la Coscienza Cristica, attraverso il corpo del Cristo Storico Gesù di Nazareth, comincia ad interagire con il mondo: ha fatto il suo ingresso nella “Casa della Madre”. Anche in questo caso la Bioanalogia ci conferma quanto appena indicato: nei primi nove mesi di vita, periodo in cui si struttura l’esame di realtà ed il rapporto con il mondo, la figura prevalente nella programmazione è quella materna. Il fatto che la nascita sia avvenuta in una stalla, in mezzo agli animali, significa che il Sé, nel momento in cui prende corpo, deve fare i conti anche con la dimensione più bassa di questo corpo e cioè quella biologica: a questa legge non fa eccezione neanche la Coscienza Cristica. Il processo di Individuazione contempla, infatti, l’integrazione di tutte le dimensioni che ci appartengono. La Stella Cometa sulla stalla sta ad indicare il Sé (che appartiene al Cielo, Dimora del Padre)  che entra nella dimensione Biologica (che appartiene alla Terra, Dimora della Madre), ma indica anche che la vita biologica sulla terra (Dimora della Madre) nasce dalla caduta di un asteroide dal cielo (Dimora del Padre). Non dimentichiamo che la sostanza di cui è fatta la Materia/Energia è una specializzazione successiva della sostanza originaria di cui è fatta la Coscienza ed è, pertanto, qualitativamente diversa. È indicativa anche la tipologia di persone che viene a rendere omaggio al nuovo nato: i pastori e i Magi (coloro che possedevano la Conoscenza). Ancora una volta possiamo osservare la presenza di persone estremamente umili al fianco dei Sapienti, l’alto e il basso che si incontrano. È inoltre essenziale ricordare che la visita dei magi è definita “Epifania” e non “Teofania”: ciò significa che riconoscono in Gesù non Dio che si manifesta nella Natura Umana, ma un Uomo che scopre la sua Natura Divina.

Ma il Sé deve rimanere per molto tempo nascosto, fuori dell’area della consapevolezza, dimenticato, perché minaccia altre istanze psichiche che appartengono alla dimensione individuale in cui il Sé dimora e che lavorano per l’affermazione di tale dimensione. Questa dinamica è simbolizzata dalla Fuga in Egitto avvenuta per sottrarsi dall’ira di Erode che si sente minacciato dalla presenza di un altro Re, per quanto il regno di questo Re non sia di questo mondo. È la dimensione personale che si sente minacciata dalla dimensione trans-personale e meta-personale.

Un altro evento fondamentale è quello del Battesimo. Un’immersione nelle acque da cui si riemerge rinnovati. Ma l’acqua è un simbolo femminile e materno: si tratta, quindi, di un’immersione nella “Dimora della Madre”. L’acqua simboleggia anche le nostre origini sia sul piano filogenetico (la vita nasce nell’acqua) che su quello ontogenetico (prima della nascita viviamo in un ambiente acquatico). Infine le acque sono spesso usate come metafora dell’inconscio, acque che coprono e proteggono i contenuti delle varie dimensioni in cui esso si articola. Il battesimo, quindi, è il simbolo del ritorno alle nostre origini, sia come individui che come forme di vita sul pianeta Terra. Tale ritorno implica l’esplorazione della “Dimora della Madre”, il “Regno Esplicito” della Materia/Energia (nelle sue varie forme) di cui sono fatti i veicoli che il Sé usa per esprimersi. La dimensione che va esplorata è prevalentemente quella Inconscia, quella dei contenuti più reconditi che non conosciamo e non controlliamo e che, proprio per questo, ci controllano. Dopo l’immersione nella parte più profonda della dimensione personale, si realizza l’incontro con la dimensione più elevata della stessa rappresentata dalla discesa della “colomba” che simboleggia la parta più elevata e sottile della Materia/Energia, quella in cui risiedono i potenziali psichico-mentali. Tale incontro è essenziale come trampolino di lancio per arrivare alla dimensione Coscienziale, al Sé (insieme alla comparsa della colomba si sente, infatti, la Voce del Padre, la Coscienza che dice “questo è il mio figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”), ma bisogna ricordare che non si tratta ancora del Sé: in questa dimensione può strutturarsi uno degli attaccamenti più pericolosi, quello ai “poteri della mente”. Ciò significa mettere al servizio dell’Io, invece che del Sé, i poteri sviluppati nel corso del processo evolutivo: una delle tentazioni più insidiose, il demone più pericoloso da combattere. Affinché il “Nato da Donna” (nel senso che è ancora identificato con il suo Io, la Materia/Energia), Gesù di Nazareth si trasformi nel “Figlio dell’Uomo” (nel senso che è identificato con il suo Sé, la Coscienza) , il Cristo è essenziale che si rechi nel deserto per affrontare questo demone.

L’Ultima Cena fornisce un’altra indicazione fondamentale: per risvegliare in noi la Coscienza Cristica, dimensione fuori dallo spazio/tempo e quindi eterna (“Io sarò con voi ogni giorno fino alla fine dei secoli”), è necessario assimilarne la dimensione Archetipica affinché il Cristo storico divenga modello di riferimento. Incorporarne il corpo e il sangue significa incorporare la sua forza e il suo potere. A questo punto è chiaro il significato delle sue parole. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”.

E poi l’esperienza del Getsemani: affrontare la paura della prova e il dolore per l’abbandono e la solitudine, due componenti fondamentali del processo evolutivo. La paura di affrontare ciò che è nuovo e sconosciuto e il dolore nel lasciare andare ciò che e vecchio e familiare. Il fatto che nel Getsemani Gesù sia sveglio e gli altri dormano è un chiaro riferimento al differente livello di consapevolezza.

La tappa successiva è rappresentata dal Tradimento, Arresto e Processo.Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo”. L’uomo che decide di compiere il proprio Destino avendo preso consapevolezza della dimensione Coscienziale si troverà inevitabilmente ad affrontare la moltitudine ostile. Ma qual è la caratteristica di questa moltitudine? Il termine utilizzata per definirla è “ochlos” che sta ad indicare una “moltitudine disorganizzata” in contrapposizione  con “demos”, che indica, invece, il “popolo inteso come corpo politico”. È interessante notare che il termine “ochlos” è stato utilizzato anche per indicare la folla che acclamava Gesù quando entrò in Gerusalemme: la stessa folla che un giorno lo acclamava, un altro giorno lo condannava. La moltitudine disorganizzata non può che essere manipolata dall’autorità politica e religiosa. Il Figlio dell’Uomo diviene automaticamente un Figlio di Dio e un Re. Il Figlio dell’Uomo, in quanto mette in discussione l’oggetto di identificazione delle masse, le destabilizza suscitando in loro sentimenti ostili. In quanto Figlio di Dio e Re non ha più bisogno di intermediari e ciò mette in discussione il potere delle autorità religiose e politiche le quali useranno le masse contro di lui.

L’esperienza che segue non può non essere quella della Flagellazione. L’Io viene umiliato, deriso, mortificato. L’esperienza del Sé comporta sempre una umiliazione dell’Io che viene sconfitto e relativizzato. L’accettazione senza proteste della mortificazione da parte di Gesù indica che l’Io individuale, se consapevole della dimensione Coscienziale che in lui dimora, può sostenere l’attacco della forza senza identificarsi con il principio che lo sottende, senza cioè cedere alla violenza difensiva o alla disperazione. La conseguenza è una trasformazione graduale della psiche collettiva: “Il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti …”.

Il momento della Crocifissione è denso di contenuti. Sulla croce è presente l’Io che si sente solo e disperato (“Dio mio, perché mi hai abbandonato?”) e il Sé consapevole che sta realizzando il suo destino affidando il risultato ad una dimensione superiore (“Tutto è compiuto: Padre nelle tue mani rimetto il mio spirito”). Inchiodato sulla croce Gesù evidenzia le due dimensioni in cui siamo continuamente immersi: quella “verticale “ che mette in relazione l’alto con il basso, il Sé con l’Io, la Coscienza con la Materia/Energia, dimensione lungo la quale scorrono la corrente della Liberazione e delle Manifestazione  (Tra Cielo e Terra … l’Uomo) e quella “orizzontale” che ci mette in relazione con gli altri dando all’esperienza che Gesù sta vivendo il valore di testimonianza finalizzata ad una trasformazione collettiva.

La Sepoltura e la Discesa agli Inferi sono degli eventi che spostano l’attenzione sulle conseguenze della morte del Cristo storico sull’umanità. La sepoltura è caratterizzata dal “Pianto di Maria”: Maria rappresenta l’intera umanità e il suo pianto testimonia il dolore provocato dal ritiro della libido collettiva dal proprio “oggetto eterno i attaccamento”. Questo dolore è il primo passo del processo alchemico di trasformazione (“Io faccio nuove tutte le cose”). La discesa di Gesù negli inferi, dopo la morte, rappresenta proprio la penetrazione di tale esperienza nei meandri più profondi e oscuri dell’inconscio collettivo per trasformarne i contenuti.

Dopo essere disceso negli inferi il passo successivo è quello della Resurrezione. Dopo aver conosciuto, elaborato e integrato il mondo delle tenebre, è possibile riportare alla luce la parte ombra dell’inconscio personale e, come conseguenza, anche quella dell’inconscio collettivo ristabilendo un nuovo ordine. Il fatto che il Cristo risorto non venga riconosciuto neanche dalle persone più intime indica la profonda difficoltà a riconoscere un valore trasformato. La resurrezione del Cristo rappresenta il fine ultimo del processo di individuazione: la trasformazione dell’Io in Archetipo, un individuo che diviene modello. Il Cristo storico che si esprimeva servendosi di un corpo è sparito insieme a quel corpo (che lo rappresentava) per lasciare il posto all’Archetipo Cristo.

La resurrezione è in realtà il primo elemento di una sequenza triplice: gli altri due sono l’Ascensione e le discesa definita Pentecoste. Il Cristo storico sulla croce ci aveva mostrato le nostre due dimensioni: quella “verticale” e quella “orizzontale”. Dopo che tutto fu compiuto nella dimensione orizzontale con la sua trasformazione in Archetipo Cristo, nella sua nuova veste di “Archetipo” attraversa le due correnti della dimensione “verticale”. Prima attraversa quella della Liberazione, corrente ascendente che realizza il principio della Trascendenza, quella che parte dalla Materia/Energia (Io) e si dirige verso la Coscienza (Sé). Gesù parla, infatti, di ascendere al Padre suo: è la metafora del “Ritorno alla Casa del Padre”. Poi attraversa quella della Manifestazione, corrente discendente che realizza il principio dell’Immanenza, quella che parte dalla Coscienza (Sé) e si dirige verso la Materia/Energia (Io). La presenza di Maria come figura centrale nel favorire la Pentecoste ci fa comprendere che si sta realizzando la metafora del “Ritorno alla casa della Madre”.

Per comprendere pienamente l’essenza del Messaggio Cristico è, quindi, essenziale un passaggio: quello da una visione che si ispiri alla “Teofania” ad una visione che si ispiri alla “Epifania”. Non più, quindi, un Dio che, extra mundu, si rivela attraverso la natura umana, ma un Uomo che, intra mundu, riscopre la sua natura divina.

Cristo come realtà “archetipica” ci traccia il sentiero da percorrere per realizzare il “Processo di Individuazione” che ci condurrà alla nostra vera natura, alla realizzazione del “divieni ciò che sei”, all’incontro con la Coscienza Cristica presente in ognuno. Il Cristo storico, infatti, ci dice: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”.

Ripercorrere le tappe fondamentali di questo sentiero da lui tracciato, consente il passaggio da una interpretazione ordinaria di alcuni eventi cruciali della nostra vita ad una interpretazione simbolica degli stessi, vivendoli come momenti privilegiati in cui abbiamo incrociato sul nostro cammino la Coscienza Cristica … che dimora in noi.

Categories: Meditazione e Psicologie Orientali ,Meditazione e Psicologie Orientali; Psicologia del Profondo, Psicopatologia e Psicoterapia Psicoanalitica; Sviluppo dei Potenziali.


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