intrigo

di Maria Consiglia Santillo

Per comprendere meglio il modo in cui si forma l’identità di genere e si orienta la scelta dell’oggetto sessuale bisogna fare riferimento alle dinamiche della fase edipica. Il complesso di Edipo ha infatti un ruolo fondamentale come organizzatore centrale per la strutturazione della personalità.

Nel periodo pre-edipico si osserva una prima fase in cui la libido è sotto il primato della zona orale con un investimento di tipo narcisistico ed una relazione oggettuale di tipo simbiotico, poi subentra una fase in cui la libido è sotto il primato della zona anale con un investimento sempre di tipo narcisistico ed un tipo di relazione oggettuale duale e fondato sull’idealizzazione/svalutazione, infine si attraversa una fase in cui la libido è sotto il primato del pene/fallo con un investimento ancora di tipo narcisistico ed un tipo di relazione oggettuale duale e fondata sull’affermazione del proprio potere. In quest’ultima fase, che in parte si sovrappone a quella edipica, l’interpretazione della realtà esterna avviene attraverso un metro fallico: ciò provoca un “complesso di castrazione” nella bambina (che interpreta l’assenza del pene nel senso di una “castrazione subita” dalla madre) che costituirà per la stessa il varco di accesso alla fase edipica, e una “angoscia di castrazione” nel bambino (constatato il fatto che esistono persone senza pene, egli pensa che siano state “castrate” e questo evoca l’angoscia che possa succedere anche a lui) che favorirà in quest’ultimo il superamento dell’edipo.

Quello di Edipo è un conflitto sessualmente specificato, inscritto in una problematica a tre (padre, madre, bambino/a), che da inizio alla genitalizzazione della libido. È un complesso di desideri, di natura tanto amorosa quanto ostile, che il bambino prova nei confronti delle figure genitoriali.

Analizziamo cosa succede nel bambino. Il bambino rimane attaccato al suo primo oggetto d’amore, la madre, e questo rende abbastanza semplice lo sviluppo delle relazioni oggettuali: ciò che differisce è la tipologia di investimento.

Prima l’investimento sulla madre era di tipo “narcisistico”: la madre esisteva solo in funzione dei propri bisogni, come “oggetto Sé”. Nella fase edipica entra in gioco la figura del padre: il rapporto si trasforma da diadico in triadico. A questo punto il bambino prende coscienza del fatto che l’oggetto del desiderio materno si trova in realtà nel padre il quale possiede il “fallo”, attributo dell’autorità, della potenza e, di conseguenza, della legge. A quel punto si osserveranno nel bambino due diverse dinamiche.

Inizialmente un investimento oggettuale, che in questa fase è di natura sessuale e non narcisistica, sulla madre. Il bambino utilizzerà tutte le sue risorse, sia captative che aggressive, per affermare la sua posizione fallica. Grazie ad una prima identificazione con la figura paterna, il bambino si sente partecipe della sua potenza. Ma, nel suo tentativo di conquistare l’oggetto materno, incontra nella figura paterna un rivale invidiato per la sua superiorità reale e sopravvalutato per il suo significato simbolico. I fantasmi edipici non fanno, quindi, che rafforzare i temi fantasmatici della castrazione.

La seconda dinamica prevede un attaccamento libidico al padre: il desiderio del bambino, infatti, non si limita a soppiantare il padre, ma anche ad imitarlo come modello. Ciò significa che il bambino deve investire il padre di “libido passiva”, deve cioè piacere al padre, lasciarsi plasmare, possedere, fecondare. In questo caso, grazie ad una identificazione con la figura materna, il bambino partecipa del suo potere seduttivo: ma dato che su questo piano vede nella madre un rivale con cui non può competere, proverà per lei un’ostilità gelosa.

Il padre deve essere, quindi, capace di sostenere un doppio investimento fantasmatico da parte del bambino. Quello di un rivale da soppiantare e quello di un modello da imitare.

Nella bambina si osserva una dinamica differente. Lo sviluppo della relazione oggettuale per la bambina è più complesso in quanto prevede non solo un cambiamento nella tipologia di investimento (da narcisistico a sessuale) ma anche un cambiamento dell’oggetto di investimento: dalla madre al padre. L’entrata della bambina nella fase edipica è determinata dal “complesso di castrazione”. Anche in questo caso si osservano due dinamiche.

Inizialmente la ferita narcisistica legata alla convinzione di essere stata privata del pene dalla madre spinge la bambina verso il padre per ottenere da lui ciò di cui è stata deprivata dalla madre. La rinuncia al pene avviene solo dopo un tentativo di risarcimento: ottenere come regalo un bambino dal padre così come la madre. La bambina va verso il padre per accattivarsi l’ammirazione di colui il quale la madre ha scelto come oggetto d’amore e sedurlo. Per realizzare ciò avviene una identificazione con la figura materna in modo da poter partecipare al suo potere seduttivo. Ma riconoscendo nella madre un rivale con cui non può competere, oltre che la figura che l’ha deprivata del pene, la bambina comincia a provare sentimenti di odio intrisi, però, da senso di colpa a causa del legame pre-edipico con la stessa.

Tale legame è alla base della seconda dinamica: la paura di perdere l’amore della madre porta la bambina ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento seduttivo al fine di piacerle. Per ottenere ciò, la bambina realizza una identificazione con la figura paterna ma, non potendo competere con lui su questo piano, sviluppa nei suoi confronti un’ostilità gelosa.

Anche la madre deve, quindi essere in grado di sostenere da parte della bambina un doppio investimento fantasmatico: rivale da soppiantare e modello da imitare.

In sintesi possiamo schematizzare le dinamiche che caratterizzano la fase edipica articolandole in tre forme.

Nella sua forma cosiddetta positiva l’Edipo si presenta con:

  • l’amore per il genitore di sesso opposto, che ne costituisce l’aspetto libidico, accompagnato da un’identificazione con il genitore dello stesso sesso;
  • l’odio per il genitore dello stesso sesso, che ne costituisce l’aspetto aggressivo.

Nella forma cosiddetta negativa o inversa dell’Edipo:

  • l’aspetto libidico si esprime attraverso un atteggiamento tenero e seduttivo nei confronti del genitore dello stesso sesso accompagnato da un’identificazione col genitore del sesso opposto;
  • l’aspetto aggressivo, invece, si esprime attraverso un’ostilità gelosa provata per il genitore del sesso opposto.

Nella forma cosiddetta completa dell’Edipo, invece, le due forme precedenti possono agire contemporaneamente o separatamente in una relazione dialettica che mette in gioco, oltre all’ambivalenza nei riguardi di entrambe le figure genitoriale, anche le tendenze eterosessuali e omosessuali presenti in ogni bambino.

Da quanto appena esposto emerge chiaramente la presenza di tre contenuti.

  • La doppia identificazione da parte del bambino/a con il genitore dello stesso sesso e con il genitore del sesso opposto.
  • L’ambivalenza nei confronti delle figure genitoriali che sono entrambe investite dal bambino/a sia sul piano libidico che aggressivo.
  • La conferma relativa alla natura androgina, bisessuale della sessualità umana.

Quando parliamo della dinamica edipica ci riferiamo ad una dinamica di natura non reale ma fantasmatica. Il genitore del sesso opposto può dare al bambino/a solo consolazioni prive di libido erotica. La constatazione dell’inutilità dei suoi sforzi consentirà:

  • il superamento dell’“angoscia di castrazione” nel bambino e della “paura della perdita dell’amore materno” nella bambina;
  • la rinuncia al tentativo di seduzione erotica del genitore del sesso opposto e dell’odio nei confronti del genitore dello stesso sesso;
  • l’abbandono dell’atteggiamento seduttivo nei confronti del genitore dello stesso sesso;
  • la conquista di oggetti sostitutivi attraverso un ritiro della libido dagli oggetti originari ed un reinvestimento della stessa su oggetti nuovi.

Come possiamo osservare, tutte le scelte d’oggetto sessuale e le identificazioni di genere sono in gioco nelle dinamiche edipiche. Ciò che determinerà in ognuno la scelta dell’oggetto sessuale (omosessuale, eterosessuale o bisessuale) o l’identificazione con uno specifico genere sessuale (maschile o femminile) a prescindere dal proprio sesso sul piano fisico, dipenderà da un complicato gioco interattivo di elementi psicodinamici, interpretazione di fattori ambientali. dinamiche relazionali all’interno del nucleo familiare e fattori culturali.

Una specifica scelta d’oggetto sessuale o identificazione di genere non esclude mai tutte le altre. Queste continuano ad esistere a livello latente in quanto tutte hanno contribuito a determinare le intrigate dinamiche che caratterizzano la fase edipica contribuendo a mettere in scena quel complicato intrigo di donne, uomini e scelte sessuali che popolano la vita fantasmatica di ognuno … e a volte anche quella reale!

Categories: Articoli - Dr.ssa Maria Consiglia Santillo ,Psico-oncologia e Assistenza Socio-Sanitaria; Bio-Antropo-Psico-Somato-Genealogia; Psicologia del Profondo, Psicopatologia e Psicoterapia Psicoanalitica ,Psicologia Clinica


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