Archivio articoli della categoria ‘Psico-oncologia e Assistenza Socio-Sanitaria; Bio-Antropo-Psico-Somato-Genealogia; Psicologia del Profondo, Psicopatologia e Psicoterapia Psicoanalitica’


annientare

La psicoanalisi, in fase iniziale, definiva “perversa” l’attività sessuale focalizzata esclusivamente su regioni del corpo non genitali, che soppianta l’abituale pratica di rapporti genitali con un partner dell’altro sesso invece di coesistere con essa, e che viene vissuta come compulsiva.

In seguito tale visione ha subito dei cambiamenti, considerando sane una serie di pratiche sessuali quali i rapporti oro-genitali, la penetrazione anale o l’omosessualità. Leggi il resto dell’articolo…



intrigo

di Maria Consiglia Santillo

Per comprendere meglio il modo in cui si forma l’identità di genere e si orienta la scelta dell’oggetto sessuale bisogna fare riferimento alle dinamiche della fase edipica. Il complesso di Edipo ha infatti un ruolo fondamentale come organizzatore centrale per la strutturazione della personalità.

Nel periodo pre-edipico si osserva una prima fase in cui la libido è sotto il primato della zona orale con un investimento di tipo narcisistico ed una relazione oggettuale di tipo simbiotico, poi subentra una fase in cui la libido è sotto il primato della zona anale con un investimento sempre di tipo narcisistico ed un tipo di relazione oggettuale duale e fondato sull’idealizzazione/svalutazione, infine si attraversa una fase in cui la libido è sotto il primato del pene/fallo con un investimento ancora di tipo narcisistico ed un tipo di relazione oggettuale duale e fondata sull’affermazione del proprio potere. In quest’ultima fase, che in parte si sovrappone a quella edipica, l’interpretazione della realtà esterna avviene attraverso un metro fallico: ciò provoca un “complesso di castrazione” nella bambina (che interpreta l’assenza del pene nel senso di una “castrazione subita” dalla madre) che costituirà per la stessa il varco di accesso alla fase edipica, e una “angoscia di castrazione” nel bambino (constatato il fatto che esistono persone senza pene, egli pensa che siano state “castrate” e questo evoca l’angoscia che possa succedere anche a lui) che favorirà in quest’ultimo il superamento dell’edipo. Leggi il resto dell’articolo…


Non Posso Vivere Senza di Te: l’Amore Dipendente

scritto da Maria Consiglia Santillo
Feb 4

amore-dipendente

di Maria Consiglia Santillo

Quando in ambito psicologico si parla di “dipendenza”, a cosa ci si riferisce specificamente?

Gli Psicologi del Sé sostengono che la vera “indipendenza” non sia possibile in quanto abbiamo tutti bisogno di “Oggetti Sé” per nutrire e regolare la nostra “autostima”, e forse questo in parte è vero. Dobbiamo a questo punto parlare di una “dipendenza fisiologica” e di una “dipendenza patologica”. Leggi il resto dell’articolo…


Cercati in un sogno

scritto da Maria Consiglia Santillo
Feb 4

l’Inconscio Svela i suoi Conflitti Profondi

sogno

di Maria Consiglia Santillo

Se cerchiamo la definizione di “sogno” leggiamo: “Attività mentale che si svolge durante il sonno e di cui è possibile conservare, dopo il risveglio, immagini, pensieri, emozioni che hanno caratterizzato la scena onirica. Questa, essendo totalmente governata dalle leggi dell’affettività, presenta una strutturazione che è completamente svincolata dai principi che regolano il pensiero logico e l’orientamento nella realtà, soprattutto per quanto concerne il principio di identità, di causalità, di non contraddizione e le coordinate spazio-temporali che subiscono profonde alterazioni rispetto all’esperienza diurna”. Leggi il resto dell’articolo…



 perfezione

Maria Consiglia Santillo

“Dio mi guardi dalla perfezione, il peggior genere letterario  che esista.”
(Paul Léautaud)

Se cerchiamo sul vocabolario il termine ‘perfezione’, leggiamo: “Il grado qualitativo più elevato, tale da escludere qualsiasi difetto e spesso identificabile con l’assolutezza o la massima compiutezza”.

La ‘ricerca della perfezione’, intesa in senso stretto, è un fenomeno ascrivibile al narcisismo. Quello che prenderemo in esame saranno tre differenti sfumature che la perfezione, nell’accezione comune con cui il termine viene utilizzato, può assumere: il ‘Perfezionismo’, tipico dell’organizzazione di personalità narcisistica, il ‘Precisionismo’ carattere distintivo della organizzazione di personalità ossessiva, l’ ‘Individuazionismo’, rinvenibile nei disturbi alimentari: anoressia e bulimia. Leggi il resto dell’articolo…


Nov 16

mente-potere

Maria Consiglia Santillo

“La medicina crea persone malate, la matematica persone tristi e la teologia peccatori”
(Martin Lutero)

Tutto ha un senso ….. anche se non è immediatamente percepibile: qual è quello della malattia? Hamer afferma che ogni malattia fa parte di un programma speciale, biologico e sensato della natura. La quintessenza della medicina di Hamer consiste nella scoperta che ogni malattia ha un senso biologico. Leggi il resto dell’articolo…


La Paura fa Paura: gli “Attacchi di Panico”

scritto da Maria Consiglia Santillo
Nov 16

munch-urlo

Dr. ssa Maria Consiglia Santillo

“L’unica cosa di cui avere paura è la paura”

(Franklin Delano Roosevelt)

Quando si parla di ‘attacco di panico’ ci si riferisce ad una condizione parossistica in cui, improvvisamente e in assenza di fattori scatenanti obiettivi, l’individuo sperimenta uno stato intenso di ansia, vissuto in modo drammatico tanto da fissarsi nella memoria in modo indelebile, accompagnato da un quadro sintomatico che coinvolge la dimensione somatica e psichica. Leggi il resto dell’articolo…



dipendenza-farmaci

Maria Consiglia Santillo

“I protocolli terapeutici sono ormai comuni, una volta che il paziente è stato etichettato con una diagnosi. Il paziente si imbarca in un programma prefissato di cura che ha lo stesso grado di personalizzazione riservato alle automobili nell’autolavaggio”

(P. Wall.)

Durante un percorso di assistenza socio-sanitaria, non si può non imbattersi nel rapporto che il paziente stabilisce con il farmaco, rapporto fortemente condizionato dalla sua percezione del mondo esterno e dalla ‘relazionalità’ che ne consegue. Leggi il resto dell’articolo…


Nov 7

alzheimer

Maria Consiglia Santillo

Negli ultimi giorni della sua vita Sartre, ammalato di una forma di demenza vascolare, descrive il suo stato d’animo ricorrendo al concetto di vuoto, di sentirsi vuoto. Il vuoto è silenzio, assenza di pensieri, di sentimenti, di desiderio. Stava in silenzio e alla domanda: ‘A che stai pensando?’ rispondeva: ‘A niente, non sono qui’. ‘E dove sei allora?’ ‘Da nessuna parte, sono vuoto. Non sono stupido, sono vuoto.’”(1).

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rabbia

Maria Consiglia Santillo

L’aggressività, questa meschina parvenza d’audacia”

(HenriMichaux)

 

La frequenza con cui si evidenzia la presenza di contenuti aggressivi all’interno delle dinamiche relazionali che si instaurano durante un processo di assistenza socio-sanitaria, soprattutto a domicilio, impone una riflessione attenta sul suo significato, sulle dinamiche che da essa originano e sulle varie forme con cui si esprime.

Nella prima parte si procederà ad una definizione del termine “aggressività” e ad un’analisi delle sue origini e dell’aspetto psicodinamico.

Nella seconda parte saranno presi in esame i vari contenuti che caratterizzano l’aggressività in relazione alle diverse strutture di personalità.

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equipe-medica

Maria Consiglia Santillo

            “La cosa più importante della comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”

(Peter Drucker)

Le caratteristiche strutturali e dinamiche della situazione che si determina durante lo svolgimento di un servizio di assistenza domiciliare oncologica, espletato attraverso il lavoro di una équipe multidisciplinare, richiedono, per poter analizzare e comprendere il processo che ne origina, il ricorso al concetto di ‘campo’ introdotto dalla psicologia della Gestalt.

            Si esamineranno, pertanto, le dinamiche transferali e controtransferali che si attivano in tale ‘campo’ di cui fanno parte il paziente, i parenti e l’équipe di lavoro, in relazione alla struttura di personalità del paziente e dei parenti (prevalentemente del ‘familiare leader’); si definiranno, quindi, le ‘Neo-Strutture Interferenti’ che determinano un blocco nel processo di lavoro nonché i diversi livelli di osservazione e interpretazione che le dinamiche di tale ‘campo’ implicano; infine si proporrà un modello di intervento, il processo di Team Building, che consente la gestione delle dinamiche di cui sopra favorendo il passaggio da un modalità di funzionamento dell’équipe di tipo  ‘multidisciplinare’ ad una di tipo ‘interdisciplinare’. Leggi il resto dell’articolo…



di Maria Consiglia Santillo

universo e dna

“Conosci Te Stesso, e conoscerai l’Universo e gli Dei”
(Oracolo d’Apollo, inciso sul frontone del tempio di Delfi)

 

L’oracolo d’Apollo, inciso sul frontone del Tempio di Delfi, esprime il principio dell’ologramma: ogni aspetto della nostra vita è  espressione della stessa ed unica “realtà non separabile”.

Tale principio è espresso anche dal termine Svādhyāya, utilizzato da Patanjali nel Sistema Filosofico Yoga per designare lo ‘studio di sé’ che conduce alla ‘conoscenza del Sé’ da cui origina la presa di coscienza dello stato di ‘unione’ con l’Uno-Tutto. Ciò avviene attraverso un processo di costante  osservazione e studio della propria realtà interna che conduce alla ‘conoscenza delle varie dimensioni di sé’ la quale deve poi lasciare il posto ad un ‘altro piano di comprensione’  che consente l’accesso alla ‘conoscenza del Sé’ e dell’Uno-Tutto di cui il Sé è espressione.

Quali sono le dimensioni da esplorare attraverso il processo di conoscenza di sé? Per rispondere a questa domanda è necessario fare riferimento alla nostra storia evolutiva. Noi siamo innanzitutto una ‘forma di vita sul pianeta terra’: ciò determina la nostra dimensione biologica. Tale dimensione è, infatti, regolata dalle stesse leggi che regolano tutte le altre forme di vita e definisce il nostro ‘biotipo’. Tra tutte le forme di vita noi costituiamo gli ‘esseri umani’, esseri umani appartenenti ad una determinata ‘cultura’: questo aspetto determina la nostra dimensione antropologica e definisce il nostro ‘antropotipo’. Oltre ad appartenere ad una determinata cultura, in quanto esseri umani facciamo parte di una specifica famiglia: tale appartenenza determina la nostra dimensione genealogica definendo il nostro ‘genotipo’. All’interno della dimensione familiare esistiamo come singoli individui con la nostra storia personale che determina la nostra dimensione individuale definendo il nostro ‘fenotipo’.

Il nostro inconscio contiene, quindi, una dimensione ‘biologica’, una dimensione ‘antropologica’, una dimensione ‘genealogica’ e una dimensione ‘psicologica’.

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Frida Kahlo, Henry Ford Hospital, 1932

Frida Kahlo, Henry Ford Hospital, 1932

di Maria Consiglia Santillo

La Nausea e il suo culmine rappresentato dal Vomito rappresentano, sul piano somatico, il desiderio di liberarsi da tutto ciò che non si vuole avere, integrare e far proprio. Costituiscono, quindi, l’espressione di un rifiuto e di una ripulsa: vomitare significa non accettare.
Il primo giudizio espresso dall’Io, in quello stadio del suo sviluppo definito da Freud “Io del piacere purificato”, riguarda la distinzione tra ciò che è “mangiabile” e ciò che non lo è.  In questo stadio ogni cosa “piacevole” è vissuta come “appartenente all’Io”, quindi “qualcosa da inghiottire” mentre, ogni cosa “spiacevole”, è attribuita al “non Io” e quindi “qualcosa da sputare”. La prima approvazione è rappresentata, quindi, dall’atto di ”inghiottire”, il primo rifiuto dallo “sputare”. In queste due tendenze possiamo riconoscere due meccanismi difensivi, di natura molto arcaica, caratteristici, anche se non esclusivi, della Fase Orale dello sviluppo psicosessuale: “Introiezione” e “Proiezione” il cui processo si esprime, come già sottolineato ed utilizzando le parole di Freud, “nel linguaggio dei più antichi moti pulsionali orali” attraverso l’opposizione “Ingerire”- “Rigettare” che corrisponde all’opposizione Soggetto (Io) – Oggetto (Mondo Estero) e all’opposizione Piacere – Dispiacere (Pulsioni e loro destini, 1915). Freud sottolinea come questa opposizione Introiezione-Proiezione, prima si realizzi nel modo orale (“questo lo voglio mangiare” e “questo lo voglio sputare”) e successivamente subirà un processo di generalizzazione (“questo voglio introdurlo in me” e “questo voglio escluderlo da me”).
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di Maria Consiglia Santillo
Il doloreL’espressione “Dolore Totale” riferita al paziente oncologico va letta in una duplice accezione: lo spazio psichico del paziente è “Totalmente” occupato da quella particolare esperienza psico-fisica connotata come “Dolore”; il “Dolore” si esprime nella “Totalità” delle sue forme: dal dolore “Fisico” (variabile per tipologia ed intensità), a quello “Psichico” (che può riguardare diverse aree d’investimento sia narcisistico che oggettuale) a quello “esistenziale” (relativo al senso e al tempo). Senza voler sottovalutare l’importanza della dimensione esistenziale del dolore, ma esclusivamente per un problema di competenze, si analizzeranno le dinamiche alla base delle dimensioni fisica e psichica del dolore. Ma cos’è esattamente questa realtà psico-fisica che definiamo “Dolore”?
Il modello freudiano relativo alla genesi del dolore (Progetto di una psicologia, 1895), la cui validità ed attualità è stata ampiamente confermata dalle neuro-scienze, integrato dagli altri contributi in ambito psicanalitico, possono darci una visione abbastanza articolata e chiara delle dinamiche psichiche che determinano l’esperienza “Dolore”.
Il dolore, in realtà, è un affetto oscuro, di difficile interpretazione ed analisi. Gli studi psicanalitici hanno messo in rilievo che, sebbene l’esperienza che definiamo “Dolore” (sia fisico che psichico) è vissuta come qualcosa d’immediato, la sua genesi è il risultato di un processo complesso e articolato in cui sono stati individuati essenzialmente tre tempi: ha inizio con una rottura la quale fa scattare il momento successivo, che è quello del trauma psichico, per trovare il suo culmine nella fase finale costituita da una reazione difensiva dell’Io al trauma.
A queste tre fasi si associano tre peculiari tipi di dolore: un dolore specifico della rottura, un dolore che riflette lo stato traumatico e un dolore innescato dalla difesa dell’Io come reazione al trauma.
Essi costituiscono tre differenti sfaccettature di quella esperienza unica e istantanea che definiamo “dolore”. Occorre fare una premessa per comprendere la genesi di questa esperienza. Leggi il resto dell’articolo…

Mag 9

I Chakra Canale di Comunicazione tra l’Uomo e l’Universo

Il linguaggio per entrare in contatto con la Matrix Divina

Maria Consiglia Santillo

 meditare i chakra

La ‘Rete Pranica’ che costituisce il ‘Corpo Pranico’ è alimentato dai Centri Energetico-Psichici o ‘Chakra’. Chakra è un termine sanscrito che significa ‘ruota’.

I chakra sono vortici di energia molto sottili e di grande potenza che ricevono il Prana cosmico ed agiscono come trasformatori per abbassare o ridurre il voltaggio affinché possa essere utilizzato dai diversi organi e parti del corpo.

I sette chakra hanno una ubicazione rispetto al corpo fisico che corrisponde ai principali centri nervosi situati in quella determinata regione del corpo stesso.

Oltre a fornire il prana per aree e funzioni specifiche del corpo i chakra possono essere utilizzati anche come punti di stimolazione per risvegliare specifiche facoltà psichiche e dimensioni superiore della  coscienza.

I chakra, per ciò che riguarda la loro dimensione energetica, nutrono gli organi per contiguità. Rispetto, invece, alla loro dimensione psichico-mentale investono gli organi sulla base della corrispondenza tra la finalità evolutiva dei foglietti embrionali da cui evolvono i tessuti di cui sono composti gli organi e l’investimento d’organo predominante nella fase dello sviluppo infantile durante cui i chakra hanno perfezionato la propria funzione.

Ognuno dei Chakra sulla parte anteriore del corpo è accoppiata alla sua controparte su quella posteriore. Essi sono considerati l’aspetto anteriore e quello posteriore di un unico chakra.

Il vertice del chakra, nel punto in cui si connette con la corrente energetica principale, si chiama radice o cuore . Leggi il resto dell’articolo…


Tweets di @CSPsyche

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